Il mimetismo: l’arte di
apparire diversi da quello che si è.
Molti animali sono diventati abilissimi nel mimetismo criptico cioè nella capacità di confondersi con l’ambiente in cui vivono.
Il mimetismo criptico può essere
difensivo od offensivo
Quello difensivo rappresenta probabilmente un grosso vantaggio per evitare la predazione infatti, come potete vedere dalle foto, rende gli organismi che lo praticano estremamente poco visibili.
INSETTO FOGLIA SECCA
INSETTO STECCO
PESCE SUL FONDO MARINO
In questo caso è il predatore che si nasconde, usando colori, forme e comportamenti che lo fanno diventare invisibile, permettendogli così di avvicinarsi alla preda senza essere notato come questo gufo!!!.
Molte volte il mimetismo criptico somma le due finalità.
E' il caso dell'ermellino o della volpe artica che sono in grado
di adattarsi all’ambiente nelle sue variazioni stagionali in modo da essere
sempre meno visibili sia per la prede, che per i predatori uomo compreso.
Quando infatti arriva l'inverno e il terreno si
ricopre di neve, un mantello bianco diventa un travestimento perfetto contro
eventuali predatori più grandi, come volpi e rapaci, ma anche un camuffamento
ideale per avvicinarsi alle prede senza essere visti.
ERMELLINO
Altro tipo di mimetismo che può essere sia offensivo che difensivo è il camuffamento.
Il camuffamento consiste nell'assumere un aspetto che fa scambiare per un altro. Le possibili prede possono assumere caratteristiche simili a organismi potenzialmente pericolosi per i predatori. Ad esempio questa farfalla con le ali aperte simula il muso di un piccolo mammifero che può spaventare gli uccellini che la potrebbero mangiare.
Oppure le possibili prede potrebbero mimare specie affini ma pericolose. Più raramente un animale pericoloso mima una specie innocua. Comunque in ambedue i casi tutte e due le specie ne traggono vantaggio mettendo in difficoltà sia le possibili prede che i possibili predatori.
IL CASO DEL SERPENTE CORALLO.
U Un serpente molto velenoso (il corallo) imita la livrea di un serpente solo
moderatamente velenoso (Erythrolamprus), aiutando così
entrambi a sopravvivere, perché i predatori imparano a evitare entrambi i tipi..
Per distinguerli bisognerebbe guardare
la sequenza dei colori: Vero Corallo (velenoso): Rosso a contatto con il giallo (es.
nero-giallo-rosso-giallo-nero).
·
Falso Corallo (innocuo): Rosso a contatto con il nero (es.
giallo-nero-rosso-nero-giallo).
·
"Red on
yellow, kill a fellow; red on black, friend of Jack (or venom lack)".
·
"Rosso su giallo, serpente corallo; rosso su nero, amico
sincero".
·
Mimetismo
“intelligente” del POLPO
Infine il mimetismo emotivo del camaleonte.
Però i camaleonti non cambiano colore per
mimetizzarsi con l’ambiente. In realtà a
provocare i mutamenti di pigmentazione è l'umore di questi animali.
Nella loro pelle,
infatti, avvengono delle reazioni fisiche legate
alle emozioni che
provano e sono queste che fanno mutare la livrea. Le cellule di uno strato della pelle contengono minuscoli cristalli di
guanina che spostandosi, quando
entrano in contatto con la luce, riflettono colori diversi. Quando il camaleonte è rilassato i cristalli sono vicini tra loro e
riflettono la luce blu che, in considerazione della naturale pigmentazione
gialla del rettile, danno il tipico colore verde. Se però l'animale è eccitato, durante l'accoppiamento o uno scontro o
per catturare la preda, i cristalli si allontanano e viene modificata
l'angolazione della luce riflessa, che è percepita ai nostri occhi di tonalità
giallo-arancione. Quando ha paura ad esempio in un combattimento si gonfia e assume colori vivaci per intimorire l’avversario. In caso di resa invece
assume un colore scuro.








