i foraminiferi

domenica 25 gennaio 2026

IL MIMETISMO: L'ARTE DI APPARIRE DIVERSI DA QUELLO CHE SI E'

 

Il mimetismo: l’arte di apparire diversi da quello che si è.

 

 Molti animali sono diventati abilissimi nel mimetismo criptico cioè nella capacità di confondersi con  l’ambiente in cui vivono.


Il mimetismo criptico può essere difensivo od offensivo

 

 Quello difensivo rappresenta probabilmente un grosso vantaggio per evitare la predazione infatti, come potete vedere  dalle foto, rende gli organismi che lo praticano estremamente poco visibili.




                                                       INSETTO FOGLIA SECCA



                                       INSETTO STECCO



                                                     PESCE SUL FONDO MARINO

 

   Mimetismo criptico  offensivo.


 In questo caso è il predatore che si nasconde, usando colori, forme e comportamenti che lo fanno diventare invisibile, permettendogli così di avvicinarsi alla preda senza essere notato come questo gufo!!!.

 


 

Molte volte il mimetismo criptico somma le due finalità. 

E' il caso dell'ermellino o della volpe artica che sono in grado di adattarsi all’ambiente nelle sue variazioni stagionali in modo da essere sempre meno visibili sia per la prede, che per i predatori uomo compreso. Quando infatti arriva l'inverno e il terreno si ricopre di neve, un mantello bianco diventa un travestimento perfetto contro eventuali predatori più grandi, come volpi e rapaci, ma anche un camuffamento ideale per avvicinarsi alle prede senza essere visti.

                                          ERMELLINO

                                   estate                                                   inverno

 

Altro tipo di mimetismo che può essere sia offensivo che difensivo è il camuffamento. 

Il camuffamento consiste nell'assumere un aspetto che fa scambiare per un altro. Le possibili prede possono assumere  caratteristiche simili a organismi potenzialmente pericolosi per i predatori.  Ad esempio questa farfalla  con le ali aperte simula il muso di un piccolo  mammifero che può spaventare gli uccellini che la potrebbero mangiare.




Oppure le possibili prede potrebbero mimare specie affini ma pericolose. Più raramente un animale pericoloso mima una specie innocua.     Comunque in ambedue i casi tutte e due le specie ne traggono vantaggio mettendo in difficoltà sia le possibili prede che i possibili predatori.

IL CASO DEL SERPENTE CORALLO. 

U Un serpente molto velenoso (il corallo) imita la livrea di un serpente solo moderatamente velenoso (Erythrolamprus), aiutando così entrambi a sopravvivere, perché i predatori imparano a evitare entrambi i tipi.. 

Per distinguerli bisognerebbe guardare la sequenza dei colori: Vero Corallo (velenoso): Rosso a contatto con il giallo (es. nero-giallo-rosso-giallo-nero).

·                            Falso Corallo (innocuo): Rosso a contatto con il nero (es. giallo-nero-rosso-nero-giallo). 

·                            "Red on yellow, kill a fellow; red on black, friend of Jack (or venom lack)".

·                            "Rosso su giallo, serpente corallo; rosso su nero, amico sincero". 

·                   

 

                                 Corallo            falso corallo      

Dubito però che chi si imbattesse in uno dei due serpenti abbia il tempo di osservare la disposizione dei colori!

 

Mimetismo “intelligente” del POLPO

 Il polpo cambia colore per rendersi invisibile ai predatori che, nel caso dei cefalopodi, sono per lo più pesci, uccelli, e mammiferi marini. L’invisibilità d’altro canto è un vantaggio anche durante la predazione dell’animale stesso. Ma il polpo vive nel basso fondale marino ambiente estremamente variabile per il movimento continuo dell’acqua che lo sovrasta, cambiamenti di luce ecc. quindi è necessario un continuo adattamento. Questo è possibile grazie ai tre strati di cellule particolari tipici della sua pelle che contengono granuli di pigmento che si mescolano in modi diversi sotto l'azione del sistema nervoso centrale, come risposta agli stimoli prodotti dal variare dell'ambiente.

 

 


Infine il mimetismo emotivo del camaleonte.

 Probabilmente qualcuno si è meravigliato di non aver sentito nominare il camaleonte, il piccolo rettile diventato proverbiale per la sua capacità mimetica. Infatti il suo nome viene spesso applicato alle persone che cambiano parere o comportamento.

Però i camaleonti non cambiano colore per mimetizzarsi con l’ambiente.  In realtà a provocare i mutamenti di pigmentazione è l'umore di questi animali.

Nella loro pelle, infatti, avvengono delle reazioni fisiche legate alle emozioni che provano  e sono queste che fanno mutare la livrea. Le cellule di uno strato della pelle contengono minuscoli cristalli di guanina che spostandosi, quando entrano in contatto con la luce, riflettono colori diversi. Quando il camaleonte è rilassato i cristalli sono vicini tra loro e riflettono la luce blu che, in considerazione della naturale pigmentazione gialla del rettile, danno il tipico colore verde. Se però l'animale è eccitato, durante l'accoppiamento o uno scontro o per catturare la preda, i cristalli si allontanano e viene modificata l'angolazione della luce riflessa, che è percepita ai nostri occhi di tonalità giallo-arancione. Quando ha paura ad esempio in un combattimento si gonfia e assume colori vivaci per intimorire l’avversario. In caso di resa invece assume un colore scuro.





4 commenti:

  1. Ancora una volta secondo me la natura è stupefacente!!

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  2. Ma quindi il camaleonte non si sa mimetizzare! Se diventa rosso nel momento sbagliato lo vedranno tutti!

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  3. Super interesting! Beautiful pictures!!

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  4. quando è calmo il camaleonte è verde e si mimetizza bene tra le foglie dell'albero su cui sta, Quando è pronto alla lotta si mimetizza da "cattivo" gonfiandosi e assumendo colori sgargianti.

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