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lunedì 18 luglio 2016

La fame stimolo evolutivo

Gli animali sono organismi eterotrofi cioè organismi che devono procurarsi l’energia per svolgere tutte le loro funzioni vitali mangiando altri organismi o loro prodotti: è una ineluttabile legge di natura.
Quindi procurarsi gli organismi cibo o produttori di cibo è per loro una primaria necessità.
Non stupisce perciò che, nel corso dell’evoluzione, molti di essi, a cominciare dalle forme unicellulari, i cosiddetti protozoi, abbiano imparato ad accumulare, conservare e perfino allevare o coltivare i loro organismi cibo.  

La fame è un potente stimolo per l'evoluzione del comportamento

Qualche esempio:

Paramecium bursaria è un Ciliato (per saperne di più sui ciliati vedi post “i protisti cellule organismo”) che vive in ambienti di acqua dolce, ambienti molto variabili. Si nutre di microalghe il cui sviluppo dipende dalle condizioni ambientali. Quando le alghe sono disponibili il ciliato ne fa una vera scorpacciata… ma non le digerisce tutte subito. Molte alghe restano al suo interno vitali, racchiuse in vacuoli che non vengono raggiunti dagli enzimi digestivi. Il Paramecio si prende cura di loro muovendosi in modo da esporle alla luce perché possano svolgere la fotosintesi e riprodursi. Poi, quando le alghe scarseggiano nell’ambiente divenuto sfavorevole, il ciliato si nutre di quelle al suo interno. Un vero orticello personale!!!!



      Paramecium bursaria dopo una scorpacciata



 E che dire di Zoothamnium niveum? Si tratta di un ciliato coloniale marino. La colonia può raggiungere  2-3 mm di altezza: un vero gigante tra i protozoi!!! Vive sui sedimenti in ambienti ricchi di zolfo ed è letteralmente ricoperto di batteri ossidatori di zolfo che rappresentano la sua unica fonte di cibo. Questi batteri per il loro metabolismo hanno bisogno di zolfo ma anche di ossigeno, due gas immiscibili tra loro. Così la colonia si contrae ritmicamente per esporli alternativamente allo zolfo presente sul sedimento e all’ossigeno disciolto nella colonna d’acqua. In tal modo i batteri si moltiplicano ed il cibo è assicurato!





         Colonie di Zoothamnium con la tipica forma di "piuma"

         Passando agli animali pluricellulari interessanti  esempi si possono  trovare tra gli insetti.

Avete mai notato che quando le nostre piante sono infestate dagli  afidi, si proprio i cosiddetti pidocchi delle piante, ospitano spesso anche formiche? Sapete perché? Perché le formiche si nutrono della loro “cacca” molto ricca di zuccheri visto che gli afidi a loro volta si nutrono della linfa delle piante. Per assicurarsi questo cibo prelibato, utile  per allevare le larve, le formiche proteggono gli afidi, lottano per loro contro ragni e altri potenziali predatori!!




                                      Afidi e formiche

        Particolare attenzione meritano poi le formiche “trincia foglie” che coltivano, nel vero senso della parola il micelio di un fungo all'interno del nido. Lo concimano con residui vegetali o pezzi di foglie tagliati a scopi alimentari, .lo proteggono dai parassiti e lo bagnano continuamente con la saliva. Le operaie, si nutrono solamente delle ife. Quindi per evitare la formazione di corpi fruttiferi dal micelio del fungo legano le ife a formare delle sacche.
Le femmine alate, prima di sciamare all'esterno del nido, prelevano una parte del micelio e lo trasportano fra le mandibole durante la sciamatura. Poi, esse, una volta scavata una tana, lo depositano e cominciano a deporre le uova. Le prime operaie della nuova colonia cominciano poi a concimare il fungo, formando così una nuova coltivazione.





                           Formiche trinciafoglie al lavoro.


               Tra i vertebrati l’accumulo di cibo è diffuso. Basta pensare agli scoiattoli che, come gli indimenticabili Cip e Ciop immortalati da Walt Disney, abitano nei boschi e si divertono molto a scavare tane sotterranee, dove accumulano riserve di cibo per l'inverno.  








         Vorrei qui ancora ricordare l’Averla piccola, un uccello carnivoro che vive in Europa:  si ciba, oltre che dei soliti insetti anche di piccoli uccelli, di piccoli mammiferi o piccoli rettili, vive e nidifica nei cespugli. Durante le sue battute di caccia, l'averla controlla il territorio dai rami alti di un cespuglio o da un palo di un recinto, per individuare una preda. Una volta individuate le prede, i malcapitati vengono impalati agli spini di una siepe o al filo spinato. Si forma così il deposito personale del predatore, una sorta di mostra di cadaveri che ricorda l'esposizione di una macelleria.  Alla base di questo atteggiamento c'è in realtà un “difetto” della specie.  L'Averla non disponendo dei robusti artigli di un rapace, ha sviluppato questa tecnica dell'impalamento della preda per potersene nutrire con comodo. Nessuna crudeltà premeditata quindi ma pura e semplice sopravvivenza e, al tempo stesso, stimolo e segnale inequivocabile dell'evoluzione nel comportamento di una spcie. 





Questa è solo una rapida carrellata: si potrebbe andare avanti all'infinito con molti altri esempi presi da tutti i gruppi animali.... ma, come recita il titolo del blog, vi propongo qui solo briciole di biologia che, forse,  vi fanno venire voglia di saperne di più.

ualche esempio: